#7: Stephen King, It (1986)

La più plastica rappresentazione possibile della funzione stessa della letteratura e insieme la creazione del mito chiaroscurale di una provincia americana inerte e letale, in cui è sempre meglio non abbassare la guardia quando si scendono le scale di una cantina buia. “It” di Stephen King non è solo un romanzo: è la vita osservata nella sua irriducibile complessità.… Read More #7: Stephen King, It (1986)

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#6: Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (1953)

Cosa succederebbe se la ricerca della felicità, sancita dalla Costituzione Americana come uno dei diritti inalienabili dell’individuo, dovesse un giorno diventare un obbligo di legge? “Fahrenheit 451” di Ray Bradbury non è solo la distopia più famosa sull’incendio dei libri, ma un romanzo sulla conquista della vera felicità.… Read More #6: Ray Bradbury, Fahrenheit 451 (1953)

#5: Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925)

Dietro i lustrini, le feste e le macchine veloci, “Il grande Gatsby” è il crollo delle illusioni del Grande Sogno Americano ritratto da Francis Scott Fitzgerald con quattro anni di anticipo sui tempi della storia: un desiderio di immortalità condannato a fare ben presto i conti con gli invalicabili limiti imposti al sogno da una realtà che non fa sconti.… Read More #5: Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby (1925)

#4: Junot Díaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao (2007)

La letteratura americana non è solo storie on the road su strade lunghissime e solitarie, pianure aperte e sconfinate fino all’orizzonte, fast food, motel, grattacieli, metropoli o villaggi. È soprattutto letteratura di migranti intenzionati a trovare una nuova collocazione all’interno di un mondo nuovo senza recidere i legami con la patria di origine. È anche “La breve favolosa vita di Oscar Wao” di Junot Díaz.… Read More #4: Junot Díaz, La breve favolosa vita di Oscar Wao (2007)